Chiesa S. Antonio Abate - Nuovo Progetto

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Restauri

CHIESA S. ANTONIO ABATE 
I RESTAURI DELLA CAPPELLA DEL BATTISTERO
Castelletto di Abbiategrasso (Mi)

I lavori di restauro appena conclusi hanno restituito alla collettività un ciclo di dipinti di grande valore artistico e storico, di cui oggi possiamo finalmente fruirne appieno in tutta la loro elevata qualità formale.
Le opere ( il “Battesimo di Cristo”, e “la Beata Vergine Maria protettrice delle anime del purgatorio”) erano quasi completamente occultate da pitturazioni soprammesse, realizzate in tempi successivi e in più mani di colore, lasciando solo intuire la presenza di alcune delle decorazioni sottostanti.
Si era persa, in questo modo, talvolta solo la possibilità di coglierne i dettagli ma più spesso le superfici storiche erano nascoste e se ne perse anche la memoria. Per questo motivo, a causa di esigenze legate all’utilizzo degli spazi, furono realizzate tracce interne per gli impianti, fori nella muratura, e aperto un accesso ad arco (quello che ora è l’ingresso alla cappella), che distrussero parte dei dipintI.

LE FASI DELL’INTERVENTO
• Realizzazione di una completa fase di analisi conoscitiva al fine di comprendere l’effettiva presenza di dipinti storici al di sotto delle pitturazioni recenti. L’indagine si è svolta mediante la realizzazione di tasselli stratigrafici a bisturi nei diversi punti della cappella battesimale.
• Campagna di indagini chimiche al fine di caratterizzare i materiali storici ed i pigmenti utilizzati storicamente.
• Accurato descialbo a bisturi di tutte le superfici, per la rimozione di tutte le pellicole pittoriche sovrammesse ai dipinti.
• Rifinitura della pulitura, effettuata mediante vapore acqueo, spazzolini di nylon e spugne morbide; utilizzo di soluzioni idro-alcoliche ad impacco in polpa di carta, per la rimozione delle pellicole più tenaci e adese ai supporti.
• Consolidamento e preconsolidamento delle superfici mediante applicazione a pennello di resine acriliche in base acquosa, con frapposizione di carta giapponese, al fine di rendere più adesi alcuni pigmenti più fragili.
• Consolidamento in profondità dei supporti mediante iniezioni di malta fluida a base di calce idraulica naturale priva di componenti cementizi, al fine di riempire le sacche di distacco interne.
• Rimozione dei rappezzi cementizi con piccoli scalpelli e martelline, con la cura di non danneggiare le superfici storiche.
• Stuccatura e microstuccatura delle forature, lesioni e fessurazioni, mediante malta di calce idraulica naturale ed aggregati, compatibili dal punto di vista chimico, fisico ed estetico con i supporti.
• Ritocco pittorico ad acquerello e reversibile, realizzato colmando le lacune e le piccole e piccolissime mancanze del dipinto. In presenza di grandi lacune ci si è orientati ad un intervento di tipo conservativo, senza ricostruire il disegno ormai perso, per non falsificare il dato storico.
• Rimozione della parte recente di solaio piano sovrastante, in materiale cementizio, e riproposizione di una volta a sesto ribassato, giustapposta alla porzione preesistente nuvolata.
• Realizzazione di impianto elettrico di nuova formazione per la corretta fruizione dei dipinti, compatibile con le strutture storiche e messo in opera senza nuove tracce invasive.
I dipinti presenti nella cappella non appartengono ad un unico ciclo temporale, ma sono stati eseguiti in diverse fasi distinte della vita della chiesa.

Formalmente si possono scorgere, per semplificare, almeno due grandi fasi pittoriche: la prima, quella di realizzazione del ciclo della “Beata Vergine Maria, protettrice delle anime del purgatorio”, e la successiva, quella del “Battesimo di Cristo”, visibile già dall’entrata della cappella.
Dal punto di vista stilistico, infatti, i due cicli sono completamente diversi, e le indagini chimiche, nonché osservazioni materiche compiute in fase di cantiere hanno confermato l’estraneità reciproca dei due ritrovamenti.
Il dipinto della Madonna e gli annessi riquadri di drappi funebri, furono realizzati quando non esisteva ancora l’accesso attuale alla cappella, per la quale formazione venne demolita una parte della composizione. L’accesso era sicuramente posizionato in un’altra localizzazione, e si nota chiaramente che sulla parete opposta del “Battesimo” esisteva una apertura precedente da cui forse si poteva visionare il ciclo nel suo insieme.


 
 
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